Permanent Record
Monografia
EDWARD SNOWDEN – ERRORE DI SISTEMA
LONGANESI – Collana IL CAMMEO n. 615 – 2023 (IV RISTAMPA) – ISBN: 9788830454392
Titolo originale: Permanent record
Traduzione a cura di Netphilo Publishing
“[…] quelli che creano le regole non hanno alcun motivo di andare contro i propri interessi”. (p. 58)
In questo libro avvincente, di agevole lettura e in grado di far profondamente riflettere il lettore sui problemi legati a privacy e sicurezza personale e mondiale, Edward Snowden ripercorre la propria vita, fino al compimento di una scelta di grande coraggio1 che ha comportato per lui l’abbandono della patria e un esilio forzato permanente in Russia, lui che per anni, dopo l’11 settembre, ha attivamente collaborato alla realizzazione di un sistema di sorveglianza di massa, figlio del pervertimento dello spirito originario di Internet2 operato dal capitalismo interessato ai dati e alla profilazione delle persone, credendo di agire nel giusto3, auspicando un ritorno alla democrazia dei padri fondatori…
Nello specifico, nella prima parte Snowden ripercorre la propria infanzia e adolescenza, lui nato nel 1983 da genitori “governativi”4 di Elizabeth City, timido, introverso e con nessuna propensione per lo sport, ma fin da piccolo appassionato di elettronica e videogiochi. Proprio lo scorretto rimontaggio di una Nes Nintendo, poi riparata dal padre, gli ha aperto le porte all’informatica, con il genitore a mostrargli e fargli usare i PC aziendali5…
A nove anni la famiglia si trasferisce a Crofton, nella “Beltway”, nel Maryland, sede di numerose agenzie governative e militari…
A nove anni può mettere la mani su un Compaq Presario 425 acquistato per la casa dal padre, dichiarando che “Dal primo istante in cui comparve, il computer e io diventammo amici inseparabili. […] Il Compaq divenne una prsenza costante, un secondo fratello e il mio primo amore”. (p. 45) Tra videogiochi e Internet, Edward sviluppa una dipendenza che lo porta a isolarsi sempre più e a passare ore e ore dietro lo schermo tra BBS e IRC… “Internet era il mio rifugio; il Web divenne il mio parco giochi, la mia casa sull’albero, la mia fortezza, la mia aula senza pareti. […] Con il tempo smisi di dormire la notte, e inizia a dormire di giorno a scuola. I miei voti scesero in picchiata”. (p. 48)
In breve diviene un hacker, nella sua accezione positiva degli esordi, lontana da quella negativa legata ai crackers, pronto a demistificare le regole, comprendere il funzionamento delle cose, creare e personalizzare, iniziando da dirwalking e phreaking…
La separazione dei genitori è un trauma, ma anche un banco di prova per la crescita interiore… A seguito degli scarsi risultati scolastici, anche per via di una mononucleosi, si iscrive al college, riuscendo così a evitare la bocciatura liceale conseguendo il GED…
L’università è noiosa, ma gli dà l’opportunità di conoscere una ragazza più grande, Mae, appassionata di Giappone come lui, della quale s’invaghisce e per la quale inizia a lavorare sulla progettazione di siti web per aziende… Si trova proprio a casa sua allorché, all’interno della base dove lei vive e lavora, si diffonde il panico per l’attentato di New York e del Pentagono. È l’11 settembre e persone e politica cambiano negli Stati Uniti, intaccando le basi della democrazia6… Colpita sul vivo, la popolazione reagisce schierandosi con il Governo, nel “noi” contro “loro”, accettando più o meno palesi violazioni delle libertà, acquistando dispositivi elettronici per meglio restare informata e comunicare, favorendo così, direttamente, una sempre crescente sorveglianza di massa…
Anche lui si unisce ai compatrioti, decidendo di arruolarsi nell’esercito per combattere i nemici7, superando il blocco del possesso della laurea per entrare poi nelle agenzie di intelligence… A seguito di una frattura da stress alla tibia, patita durante l’addestramento a Fort Benning, firma un modulo nel quale dichiara di essere completamente guarito al fine di ottenere il certificato di separazione amministrativa, attivandosi per entrare in un’agenzia di intelligence all’interno della quale sfruttare le proprie abilità informatiche…
Nel frattempo, sulla piattaforma d’incontri per nerd, Meet Me, incontra l’eccentrica Lindsay Mills, sua futura compagna di vita e moglie…
La prima parte si conclude con l’ottenimento del nulla osta di massimo livello, il full scope polygraph…
…
La seconda parte descrive il lavoro di Snowden come ingegnere di sistema8, ufficialmente come dipendente per aziende private (p. es. per la COSMO, la Perot Systems, la DELL), lui che arriva a progettare e realizzare il cloud per le agenzie di intelligence e i sistemi di sorveglianza di massa, agendo anche all’estero (Ginevra, Tokyo)… La NSA stava lavorando, già all’epoca, a sistemi di comprensione del linguaggio automatizzati…
Resta sconvolto da quanto appreso in documenti segreti ai quali aveva accesso abusivamente nel suo ruolo di analista di sistema, compreso il programma Stellarwind di acquisizione, classificazione e archiviazione perenne di dati e metadati raccolti…
Tornato negli USA nel 2011, prosegue con il proprio lavoro nonostante quanto appreso… Il lavoro lo porta a ideare e realizzare il cloud per l’interconnessione dei sistemi di intelligence…
Immerso sulle riflessioni del controllo abusivo dei cittadini e del sistema di raccolta e vendita di dati alla base del business dei gigacapitalisti, Snowden si ritrova vittima di attacchi epilettici…
Maggio 2011. Giunge la notizia dell’uccisione di Bin Laden… Nuove consapevolezze si svelano… “Dopo dieci anni di sorveglianza di massa, la tecnologia si era rivelata un’arma rivolta più contro la libertà che contro il terrore”. (p. 205) “Volevo fare qualcosa, a non sapevo che cosa”. (p. 209)
Il primo passo contro il “sistema” lo vede attivarsi per consentire agli attivisti iraniani accesso a internet tramite un suo server TOR…
Nella terza parte Snowden racconta di come, a Kunia, nelle Hawaii, ivi dipendente DELL per conto della NSA dal 2012, è riuscito con coraggio a salvare le prove della sorveglianza di massa, di massacri anche su civili perpetrati dall’esercito nelle zone di guerra e altro ancora, su mini SD e poi su hard disk crittografati… “ero deciso a scoprire se esistesse un sistema americano di sorveglianza di massa e, in tal caso, se funzionava”9. (p. 25) A tal fine, in qualità di responsabile della gestione documentale, realizza una sorta di aggregatore: la readboard HEARTBEAT, in grado di scandagliare le reti di NSA, CIA, FBI e JWICS… E così si scopre l’esistenza del programma PRISM che consentiva alla NSA di accedere ai dati delle più grandi aziende informatiche e cloud statunitensi, con filtraggio e raccolta passiva (TURMOIL) e attiva (TURBINE), nonché di XKEYSCORE10…
Deciso ad attuare una fuga di notizie trasformandosi in whistleblowing, si affida a una serie di giornalisti e avvocati già al lavoro sulle attività di spionaggio e raccolta dati governativi (tra gli altri: James Bamford, Laura Potras, Glenn Greenwald)…
Terminate le operazione di backup, criptati i contenuti di HD e pc, svuotati i conti, invitata la madre a casa, il 20 maggio 2013 Snowden approda a Hong Kong… Solo “Il 2 giugno Glenn e Laura approdarono finalmente a Hong Kong”. (p. 293)
Il gruppo decide di rilasciare articoli e, poi, un video dello stesso Edward per dare solidità alle incredibili rivelazioni… Il video è pubblicato sul sito del Guardian il 9 giugno 2013…
Snowden viene tenuto nascosto presso famiglie di rifugiati tramite i legali Robert Tibbo e Jonathan Man, ma Hong Kong non è in breve un posto sicuro (21 giugno presentata istanza di estradizione), anche perché l’UNHCR nega assistenza, così come la stragrande maggioranza degli stati del mondo intero, succubi delle pressioni statunitensi… Tra i pochi l’Ecuador, ma, per raggiungerlo, avrebbe dovuto far scalo in Russia, sorvolando poi pericolosamente i cieli europei prima di atterrare a L’Havana. A Mosca viene fermato: il suo passaporto è stato invalidato. Nonostante rifiuti di collaborare con i servizi segreti, gli viene accordato asilo. Ad aiutarlo, tramite Assange, c’è Sarah Harrison, giornalista e redattrice di Wikileaks…
Dal quel 23 giugno, la Russia è divenuta la residenza di Edward e della successivamente giunta Linsday, della quale pubblica il diario dopo la sua partenza per Hong Kong e che a Mosca sposa…
***
“Nel caso ve lo stiate chiedendo: sì, l’uomo è davvero andato sulla Luna. E il cambiamento climatico è un fenomeno reale. Le scie chimiche invece no”. (p. 138)
“I dati che generiamo per il semplice fatto di vivere – e acconsentiamo a essere sorvegliati mentre lo facciamo – arricchiscono le imprese privato allo stesso modo in cui impoveriscono la nostra vita”. (pp. 192-193)
PREFAZIONE p. 7
PRIMA PARTE p. 15
1 GUARDANDO DALLA FINESTRA p. 17
2 IL MURO INVISIBILE p. 25
3 UN RAGAZZO DELLA BELTWAY p. 39
4 L’AMERICA IN RETE p. 45
5 ESSERE UN HACKER p. 56
6 INCOMPIUTO p. 67
7 11 SETTEMBRE p. 75
8 12 SETTEMBRE p. 83
9 X-RAY p. 89
10 UN AGENTE INNAMORATO p. 99
SECONDA PARTE p. 109
11 IL SISTEMA p. 111
12 HOMO CONTRACTUS p. 117
13 L’INDOTTRINAMENTO p. 127
14 IL CONTE DI THE HILL p. 141
15 GINEVRA p. 153
16 TOKYO p. 165
17 LA CASA SULLA «NUVOLA» p. 187
18 SUL DIVANO p. 203
TERZA PARTE p. 211
19 IL TUNNEL p. 213
20 HEARTBEAT p. 219
21 WHISTLEBLOWING p. 227
22 IL QUARTO POTERE p. 243
23 LEGGERE, SCRIVERE, ESEGUIRE p. 259
24 CRIPTARE p. 269
25 IL BAMBINO p. 279
26 HONG KONG p. 291
27 MOSCA p. 303
28 DAL DIARIO DI LINDSAY MILLS p. 317
29 ESILIO E AMORE p. 331
RINGRAZIAMENTI p. 345
1“Il motivo per cui state leggendo questo libro è perché ho fatto qualcosa di molto pericoloso, per uno nella mia posizione: ho deciso di dire la verità. Ho raccolto i documenti interni dell’IC che dimostravano le attività illegali del governo statunitense e li ho passati ai giornalisti, che li hanno esaminati e poi pubblicati, provocando uno scandalo mondiale”. (pp. 9-10)
2“Me per un breve e bellissimo periodo – che, per mia fortuna, coincise con la mia adolescenza – Internet fu fatta da e per le persone. Il suo scopo era informare, non monetizzare, e il suo funzionamento era regolato da norme provvisorie in continuo cambiamento piuttosto che da termini di servizio globalmente validi con cui si trae profitto dagli utenti.” (p. 50)
3“Mi chiamo Edward Joseph Snowden. Un tempo lavoravo per il governo, ora lavoro per le persone. […]
E così adesso passo il tempo cercando di proteggere la gente dalla persona che ero una volta: una spia della Central Intelligence Agency (Cia) e della National Security Agency (NSA), un giovane tecnologo intenzionato a costruire quello che pensavo fosse un mondo migliore. […]
[…] il passaggio alla sorveglianza mirata di alcuni individui alla sorveglianza di massa di intere popolazioni. Ho contribuito a che fosse tecnologicamente possibile, per un singolo governo, raccogliere le comunicazioni digitali di tutto il mondo, conservarle per anni e utilizzarle a suo piacimento”. (p. 7)
4In particolare, Lan, suo padre, era un sottufficiale dell’Aviation Technical Training Center della guardia costiera come programmatore e insegnante di elettronica.
5“Quello fu il mio primo contatto con il mondo della programmazione e dell’informatica: imparai che quei macchinari facevano quello che facevano, perché qualcuno glielo diceva in un modo davvero particolare e accurato.” (p. 36)
6“E ora considerate questo dato: più di un milione di persone sono state uccise durante le azioni condotte dagli Stati uniti in risposta agli attacchi.
Nei due decenni successivi all’11 settembre gli Stati Uniti hanno compiuto una lunga serie di atti di distruzione e autodistruzione, avviando politiche segrete, leggi segrete, tribunali segreti e guerre segrete, il cui traumatico impatto è stato ripetutamente secretato, negato e distorto dal governo statunitense.” (p. 83)
7“Il rimpianto più grande della mia vita è quello di aver sostenuto tale decisione in modo istintivo, senza pormi alcuna domanda. […] accettavo tutte le dichiarazioni riportate dai media come verità assodate, e le ripetevo come se fossi pagato per farlo. Volevo essere un eroe. Volevo liberare gli oppressi. […] Credo che più di tutto volessi essere parte di qualcosa”. (p. 87)
8“Io alla fine decisi di svolgere entrambi i lavori, occupandomi sia di gestione sia di progettazione, inconsapevole di come questa mia intensa attività informatica, a livello così profondo, stesse influenzando le mie convinzioni politiche”. (p. 114)
9“C’erano varie cose che dovevo scoprire: quali fossero esattamente le capacità di sorveglianza dell’NSA; se fossero superiori a quelle della CIA; chi le avesse approvate; chi ne fosse informato; e da ultimo, ma di certo non meno importante, come funzionassero nel concreto questi sistemi tecnici e istituzionali”. (p. 217)
10“Era la cosa più vicina alla fantascienza che avessi mai visto nella realtà empirica: un’interfaccia nella quale era sufficiente digitare l’indirizzo, il numero di telefono o l’IP di chicchessia per sfogliare la storia recente della sua attività online. In alcuni casi si poteva addirittura osservare una registrazione fedele delle sessioni di navigazione, vedere lo schermo dell’utente e qualsiasi elemento si trovasse sul suo desktop. Era possibile leggere le sue email, consultare la cronologia del browser, vedere i suoi post sui social media, tutto quanto, o anche impostare degli alert che notificassero la presenza online di un utente o le attività legate a uno specifico strumento. E scavando tra i pacchetti di dati si potevano leggere le parole chiave di ricerca di una persona, lettera per lettera, dato che i siti trasmettono ogni carattere così come è stato digitato; era come vedere in azione la funzione di completamento automatico di un browser, solo che l’intelligenza che vi stava dietro non era artificiale bensì del tutto umana”. (p. 283)
“Una cosa che si comprende piuttosto in gretta quando si usa XKEYSCORE è che quasi tute le persone che accedono al web da qualsiasi angolo del mondo hanno almeno due cose in comune: tutti hanno guardato un porno almeno una volta, e tutti archiviano foto e video della propria famiglia. La regola valeva per persone di qualunque sesso, etnia e fascia d’età, e includeva davvero tutti, dal peggiore dei terroristi al più amabile dei pensionati (che però poteva essere il nonno del suddetto terrorista, o il padre, o il cugino).” (p. 285)
