OSAMU TEZUKA – BLACK JACK 23

 

OSAMU TEZUKA – BLACK JACK 23
HAZARD EDIZIONI – I ed Novembre 2004

TRA­DUZIONE: Francesco Nicodemo

211 – DIALOGO CON IL MORTO p.7

Black Jack torna all’università dove ha studiato per verificare se il cadavere di un paziente da lui operato era effettivamente guarito. Uno studente del primo anno vomita durante l’autopsia, imbattendosi poi in Black Jack che gli spiega che il lavoro di medico dà anche soddisfazioni. Trovato il cadavere di suo interesse, appartenuto a un condannato a morte da lui operato, quello mostra i segni della perfetta guarigione…

212 – PROVA DI CORAGGIO p.27

Durante un soggiorno alle terme Black Jack viene chiamato per curare il figlio di un dispettoso consigliere provinciale che durante una prova di coraggio è caduto da un dirupo. La piccola Nanko, sorellina di una delle vittime del moribondo, è colei che chiama i soccorsi. Black Jack inizia con il visitare proprio la piccola…

213 – GIUSTIZIA BIANCA p. 51

Un giovane ricco chirurgo convince la moglie di un paziente, Tsumo, in volo da Manila ad operarsi nel suo ospedale anziché da Black Jack, medico privo di licenza e dalla pessima fama. Credendo sarà Black Jack a operare l’uomo, alcuni malviventi lo tengono in ostaggio in casa. Scoprono che Tsumo sarà operato all’ospedale universitario e così vi si precipitano per ucciderlo. Pinoko telefona per avvertire la polizia, finendo colpita da un colpo di pistola. Black Jack mette fuori combattimento l’altro gangstar presente. La polizia arresta i malavitosi e la moglie di Tsumo con l’accusa di spaccio di droga, mentre il giovane opera con successo Tsumo e Black Jack Pinoko. Non tutti i pazienti sono onesti, spiega Black Jack al giovane idealista…

214 – LA FAMIGLIA NEKOGAMI p.75

Black Jack si reca alla villa del signor Nekogami, che gli abitanti ritengono stregata, per riscuotere un onorario. Pernottando nell’edificio viene a sapere di uno strano individuo che di notte si aggirava per il parco e così, curiosando nei dintorni, eccolo scoprire in fondo al pozzo le lettere del vero signor Nekogami, quello che veniva considerato il mostro. Il falso Nekogami lo ha ucciso e si è fatto cambiare i connotati per sostituirsi agli altri. La moglie del vero Nekogami e ora di quello finto, uccide il marito finendo però ferita da Black Jack…

215 – CACCIA AI TUMORI p.97

Il dottor Shyrabioshi presenta in anteprima un macchinario acquistato dagli Stati Uniti e in grado di annientare le cellule tumorali. Ma, durante l’utilizzo dello stesso su una paziente cavia, è costretto a interrompere la prova per un richiamo del macchinario dalla ditta produttrice. Il medico tenta invano di operare la donna, finendo per chiedere aiuto a Black Jack che accetta in cambio dell’ammissione in pubblico dell’imperfezione del macchinario…

216 – L’ATTIMO FUGGENTE p.117

Imamuri, studente tassista, è affetto da uno strano disturbo che lo porta a riprodurre sul proprio viso le cicatrici che vede negli altri. Dopo aver trasportato Black Jack il problema di amplifica, con incubi notturni e allucinazioni. Viene sospeso dal servizio e così va in cerca di Black che lo ricovera e opera scoprendo che da neonato gli hanno sparato. Qualcuno lo ha però magistralmente operato e lui vuol scoprire chi sia tale genio… Scoperto che il paese di Merida che il ragazzo cita sempre negli incubi si trova a El Salvador, Black Jack, Imamuri e Pinoko vi si recano. Un tassista, ex guerrigliero, li conduce al villaggio dove Imamuri incredibilmente ricorda molte cose pur non essendovici mai stato. L’unico medico presente era anche il parroco che, unitosi ai rivoltosi, curava in chiesa i feriti. Una donna, Maria, venne ridotta in fin di vita ma chiese di donare il proprio corpo a un neonato ormai morente. Grazie a un vero e proprio miracolo l’operazione ebbe successo… L’uomo nega così di avere abilità particolare… Poco dopo ecco irrompere la polizia su soffiata del tassista e il prete si ritrova crivellato di colpi. In cambio di cinquecentomila dollari Black Jack lo opera, scambiandone poi il corpo con quello del tassista al momento di consegnarlo alla polizia un mese dopo…

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