LARS VON TRIER – MANDERLAY

LARS VON TRIER – MANDERLAY

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INIZIO FILM – SELEZIONE SCENE – LINGUE E SOTTOTITOLI – CONTRIBUTI SPECIALI (Trailer, Riprese sul set, Galleria fotografica, Interviste al regista e al cast)

CAPITOLO PRIMO – L’ARRIVO A MANDERLAY E LA CONOSCENZA DELLA GENTE DEL LUOGO

1933. Dopo aver lasciato Dogville, Grace e suo padre tornano a Denver. Lì constatata la perdita del controllo della malavita locale, sono costretti a lasciare il Colorado per trovare un luogo dove insediare i propri loschi traffici. In primavera si ritrovano in Alabama… Gli attriti tra la ragazza e il padre si sono riaccesi in brevissimo tempo…

Nei pressi di una piantagione, chiamata Manderlay, una donna afro, Flora, invoca l’aiuto di Grace, farneticando di un uomo, Timothy, che dev’essere frustato per l’ingiusta accusa di aver sottratto dell’olio. Nella piantagione è ancora in voga la schiavitù. Grace decide d’intervenire, nonostante il parere contrario del padre. Come già a Dogville, ritiene di poter modernizzare il luogo. Grazie ai gangster del padre, impedisce la fustigazione, ordinando poi la liberazione di Timothy. Mam, la vecchia bianca proprietaria della piantagione, interviene con un fucile, poi ha un malore. Al suo capezzale colloquia con Grace, chiedendole di recuperare un quaderno celato sotto il materasso per bruciarlo. Aperti i cancelli, disarmati i bianchi, gli ex schiavi possono ora entrare e uscire, unitamente all’informazione inerente il quaderno. La vecchia è nel mentre deceduta, salutata con rispetto da un solo vecchio servitore negro, Wilhelm. Questi spiega a Grace che non sono ancora pronti a godere della libertà…
I gangsters stanno per ripartire, ma Grace decide di aspettare l’uscita degli ex schiavi, sorpresa che tutto ciò non avvenga. Il padre le spiega che la loro condizione non migliorerà di molto e il poco che guadagneranno lo spenderanno in qualche spaccio di alcolici e cianfrusaglie. Lei è convinta porteranno a processo la famiglia. Ma ecco che Wilhelm esce a ringraziare Grace, convincendola a seguirla per pochi minuti. Tra gli umili liberati, non scorge però calore né gratitudine. Lì viene affrontata polemicamente dal fiero negro Timothy, ringraziata da una sola donna. Evidente appare a Grace l’intento di Wilhelm, mostrarle quanto inidonei alla libertà siano i presenti. I bianchi arrivano poi con i contratti per gli ex schiavi, ora denominati “lavoratori”… Presteranno loro dei soldi e apriranno uno spaccio…
Tornata dal padre, Grace dichiara di essere in grado di aiutare gli ex schiavi, facendosi lasciare la metà dei soldi ereditati dalla madre, un avvocato, Joseph, e alcuni gangsters. Padre e figlia si separano così ancora una volta…
Visionati i contratti, Joseph ne fa redigere e sottoscrivere di nuovi, costituendo una comunità tra ex padroni ed ex schiavi, ora tutti “lavoratori” e compartecipi degli utili…
Grace e i gangstars si occuperanno del mantenimento dell’ordine, fino al primo raccolto, quando chi vorrà potrà cedere le proprie quote e lasciare la piantagione…
Uno degli ex schiavi intanto, il tardo Bart, fugge dalle violenze della moglie, Victoria, convinto a farlo da una misteriosa donna bianca. Ma per lui sembrano prospettarsi altre violenze e una bella impiccagione…

CAPITOLO SECONDO – LA LIBERA INIZIATIVA DI GRACE

Grace osserva i nuovi comproprietari, per lo più dediti al fannullonismo… Durante i pasti, questi si radunavano di fronte alla mensa, occupando i posti assegnati loro dai precedenti padroni…
I bianchi passano invece il tempo ad eseguire piccole riparazioni…
I gangstars si annoiano. Uno di essi fa notare che il cotone avrebbe dovuto essere piantato da tempo. Non avrebbero dovuto saperlo?, azzarda Grace… La donna si rivolge allora a Mark, il sedicente esperto di cotone, il quale denota di essere completamente ignorante in materia… Wilhelm confera che la semina è in ritardo di due settimane e che ciò è risaputo da tutti. Ma nessuno lo ha fatto, ritenendolo compito degli altri. Tutte azioni che prima erano indotti a fare dai sorveglianti. Nessuno fa nulla, non avendo prospettive di miglioramento a breve termine…
Impossessatasi del quaderno di Mam sulla piantagione e sulla condotta di Manderville per cercare di carpirvi informazioni sulla semina, Grace vi apprendere tutto sul luogo. Per esempio, i negri sono divisi in categorie da I a VII. La I quella dei negri orgogliosi alla Timothy, la VII quella delle negre camaleontiche come Elisabeth, numeri che invero legge con fatica. Grazie a quella rigida distinzione, la piantagione ha potuto durare nel tempo… Ma Grace scopre anche la presenza di un bosco, possibile fonte di materiali per la ristrutturazione delle dimore degli ex schiavi…

CAPITOLO TERZO – IL GIARDINO DELLA VECCHIA SIGNORA

Grace convince i negri a tagliare gli alberi del “giardino della vecchia signora” per procurarsi il materiale per ristrutturare le case. Lei e alcuni volontari iniziano a preparare il terreno per la semina. Unico ad ostinarsi a non fare nulla, è Timothy, di sedicente etnia mansi. Proprio a lui si rivolge spesso la donna, ritenendo una sfida il razzismo ideologico di quello… Inizia quindi a impegnarsi a dimostrargli di come un bianco possa considerare un negro come un individuo. Regala materiale da pittura a Jim, sbagliando però ragazzo e commettendo così una gaffe enorme…
Wilhelm consiglia a Grace di andare per gradi… Organizzerà delle lezioni per gli ex schiavi…
Hector, baro professionista, viene rinvenuto intento a giocare con i gangsters. L’uomo propone a Grace di lasciargli spennare i negri in cambio di un 20% dei ricavi. È così che si è impedita la vera liberazione degli schiavi dal 1865… Ovviamente lei lo caccia…

CAPITOLO QUARTO – GRACE FA SUL SERIO

I gangstars obbligano i negri a radunarsi per la prima lezione: lavorare insieme. Solo in pochi hanno accettato di arare e seminare. Come mai? Cerca allora di inculcargli i principi democratici, le decisioni a maggioranza, il rispetto delle regole, l’uso comune di attrezzi. E a votazione viene decisa l’ora…
La seconda lezione, rivolta ai bianchi, è più dura, prevedendo la lettura degli scritti di Mam ai di lei familiari. L’obiettivo è quello di fargli capire che dividere le persone in categorie è sbagliato. Per punizione, li costringe così a servire la cena con le facce dipinte di nero. Al termine, quelli le fanno notare che una tempesta è in arrivo e che il “frangivento”, il bosco, non è più presente…
L’indomani, durante una nuova lezione ai negri sull’esprimere la rabbia, il vento inizia a farsi sentire. Ed eccola giungere la tempesta di sabbia, a portar via le piantine piantate e non più protette dagli alberi del bosco di Mam… Unico ad opporsi alla sabbia è Timothy, che con il cavallo fa avanti e indietro per distruggere i cumuli di sabbia… L’indomani sarà ritrovato esausto…

CAPITOLO QUINTO – “FIANCO A FIANCO”

Timothy, ripreso dal malessere, partecipa alla conta dei danni provocati dalla tempesta… La riserva di cibo è quasi completamente danneggiata e la sabbia ha provocato un’ondata di polmonite…
A sorpresa, alla terza lezione dei negri, si presentano tutti. Timothy propone di salvare le piante di pregio rimaste vive sotto la sabbia, materiale da poter rivendere a prezzo superiore dopo il raccolto…
Un sentimento d’inutilità coglie Grace, ma un’inconscia attrazione per i corpi negri, l’attanaglia, passando di fronte alle docce. Nel sonno, l’esotismo la coglie, sognando orge in harem orientali…
La penuria di cibo costringe la comunità, gangsters compresi, a razionare il cibo…

CAPITOLO SESTO – TEMPI DURI A MANDERLAY

Anche l’asino del mulino viene sacrificato per cercare di far guarire la piccola Claire. La fame si diffonde sempre più, costringendo anche Grace a mangiare la terra come in uso tra gli schiavi di un tempo…
Il bianco Stan e Timothy, escogitano intanto un sistema per combattere la siccità…
La piccola Claire migliora…
Le fantasie erotiche di Grace, anziché scemare con la fame, aumentano sempre più. È in particolare Timothy ad attrarla…
Una sera, costretta a masturbarsi, viene interrotta: Claire è morta. Si scopre che la vecchia Wilma mangiava le razioni di carne alla piccola destinata… Jack, padre della piccola, chiede che la vecchia sia giudicata…
La sera seguente la seduta ha luogo e, al termine della stessa, Jack chiede la pena di morte per Wilma. Grace cerca di placare gli animi, limitandosi a chiedere l’allontanamento della vecchia dalla comunità. Ma viene votata la pena di morte… Grace impedisce a Jack di andare a uccidere Wilma, incaricandosi lei stessa dell’ingrato compito… Raggiunta la vecchia, le mente sull’esito della votazione e della decisione in essa presa. Ma, fattala addormentare, la uccide sparandole…

CAPITOLO SETTIMO – “IL RACCOLTO”

Il momento del raccolto giunge infine, un eccezionale raccolto invero, sia per quantità che per qualità…
L’esperimento ha avuto successo e anche i bianchi hanno mostrato di rispettare gli ex schiavi, decidendo di rimanere nella comunità…
Riscosso l’incasso, i gangstars ripartono, mentre Grace è convinta di poter rimanere ancora a lungo a Manderville, limitandosi a salutare il padre di passaggio la settimana ventura…
La sera fa sesso con Timothy, non trovandovi però l’appagamento sperato e sognato… Un nitrito la sveglia. Qualcuno ha appiccato il fuoco vicino alle baracche degli ex schiavi. Sembra che i gangsters abbiano rubato i soldi del raccolto… Timothy avrebbe dovuto montare di guardia, ma non c’era. Sammy è stato ucciso, ritenuto colui che ha rivelato ai bianchi il nascondiglio del denaro. Ora sono tutti fuggiti, lasciandoli più poveri di prima…
Grace si sente responsabile dell’accaduto, proprio mentre Herbert torna per lasciarle l’ottanta per cento del ricavato del raccolto. Gli rivela inoltre che Timothy aveva perso al gioco con lui…
Recuperato il quaderno di Mam, Grace si accorge che a Timothy era assegnato il numero VII e non il I, destinato invece ad Elisabeth, con tanto di postilla: “attenzione, intelligente e scaltro”… Ma lei aveva voluto leggerlo diversamente, invaghitasi a prima vista…

CAPITOLO OTTAVO – ALLA FINE GRACE FA I CONTI CON MANDERLAY E IL FILM HA TERMINE

L’ultima seduta prevede l’addio di Grace alla comunità per ripartire con il padre. Lascia due regali d’addio: il ricavato del raccolto, privato solo del venti per cento dal baro, che aveva spogliato uno di loro: Timothy. Il secondo regalo è il quaderno di Mam. Lì si trova la verità su Timothy e Wilhelm dimostra di conoscere a memoria quelle pagine, confessando di averle scritte lui stesso. Lui e Mam si erano ritrovati impauriti al termine della guerra di secessione. La donna lo spinse a scrivere le giuste regole per tenere in piedi Manderlay. Tutti quelli dei gruppi II, III e V sapevano. Ha scritto la legge di Mam per il bene di tutti… Grace è incredula, ma il vecchio le spiega i valori del “male minore”. Un sistema opprimente, vero, ma che ha consentito agli schiavi di sopravvivere, ognuno inserendosi in un gruppo che gli rendesse la vita più facile. Tutte quelle regole trovano così una giustificazione. Grace è allibita, ma Wilhelm le rivela che in assemblea hanno votato il ripristino della legge di Mam. Inoltre hanno designato lei come novella Mam… Se necessario, la terranno prigioniera fino a che non vorrà rimanere volontariamente. I cancelli sono stati nuovamente chiusi. Delusa e frustrata, Grace pensa a come poter raggiungere il padre di lì a mezz’ora… Dichiara allora di voler rimanere e di attenersi alle regole… Inizia subito con il far punire Timothy per il falso furto di una bottiglia di vino… Prima della fustigazione, Grace attacca i presenti per la loro codardia. Poi, punzecchiata da Timothy, inizia a frustarlo fino all’udire il carillon del padre. Uscendo dall’apertura nell’inferriata, trova però solamente una lettera del padre e un garofano. Il genitore scrive di averla attesa e di esser ripartito dopo averla vista ben ambientata, intenta a fustigare Timothy. Sola e arrabbiata, la donna inizia a fuggire lontano da Manderlay… Gli orologi erano regolati erroneamente sull’orario votato durante la prima lezione, mentre la fustigazione le ha fatto perdere tempo… L’ingenuità l’ha portata a vivere una nuova, negativa, esperienza…
I titoli di coda passano su immagini di violenze e insulti ai danni degli afro…

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