GIUSEPPE COCO E FRANCO BATTIATO – SOWA RIGPA. LA SCIENZA DELLA GUARIGIONE PER UN’ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE

GIUSEPPE COCO E FRANCO BATTIATO – SOWA RIGPA. LA SCIENZA DELLA GUARIGIONE PER UN’ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE

INFINITO EDIZIONI – Collana ISAGGI n. 20 – III ed Settembre 2010

Come indicato dai due autori nell’introduzione, nel libro vengono affrontati, in forma dialogica, di domanda e risposta, una serie di tematiche legate all’uso consapevole del cibo volto al benessere psicofisico dell’individuo e alla salvaguardia degli equilibri ambientali e dei diritti degli animali. Schede di approfondimento, una serie di ricette e suggestioni che i due autori vogliono condividere, arricchiscono il testo…

Libro molto interessante e privo di “fondamentalismi”…

PREFAZIONE

Di Piero Ferrucci p. 7

PREMESSA p. 11

INTRODUZIONE p. 13

Scopo della Sowa Rigpa è la saluta, determinata dall’equilibrio fra energia, corpo e mente.

Il benessere si mantiene facendo la prevenzione dei disturbi, seguendo una dieta adeguata e attuando uno stile di vita idoneo. Quando incorriamo in un problema di salute dovuto a un disequilibrio fra le diverse forze in gioco, il trattamento può ripristinare la giusta armonia. (p. 15)

MANGIARE NON È SOLO UN BISOGNO FISIOLOGICO p. 17


La scelta di abbandonare definitivamente l’uso alimentare della carne è andata maturando col tempo, anche leggendo alcuni scritti di Chatral Rinpoche, uno yogi appartenente alla scuola Nyingma: è vegetariano da molti anni e sostiene questa causa come base per una corretta pratica di t compassione. Lo yogi espone e motiva la sua scelta basandosi sugli insegnamenti contenuti nel Sutra Lankavatara, in cui il Buddha insegna che chi uccide animali per venderli o compra la loro carne per mangiarla compie un’azione malvagia che avrà, come conseguenza, una rinascita in unodegli inferni terrificanti, oppure la possibilità d’incarnarsi in un animale carnivoro; al contrario, chi volontariamente non si nutre di questo cibo, è considerato un essere puro. In questa sutra il Budda afferma, inoltre, che mangiare carne impedisce il progresso spirituale ed evolutivo. […]  Lo yogi sottolinea, con passione, che il praticante di Dharma che si astiene dal consumo di carne e alcol guadagna meriti lungo il suo percorso di crescita spirituale.(pp. 20 – 21)

D’altra parte nella storia, fin dall’antichità, si trovano personaggi importanti che scelsero di non nutrirsi di carne. Possiamo farne persino una breve ma significativa lista, Franco. Pensa a

Pitagora (Samo, circa 575 a.C.-Metaponto, circa 495 a.C.), un animalista ante litteram;

Empedocle (Agrigento, circa 492 a.C.-430 a.C. circa);

Socrate (Atene, 469 a.C-399 a.C.);

Platone (Atene, 427 a.C.-347 a.C);

Aristotele (Stagira, 384 a.C.-Calcide, 322 a.C.);

Teofrasto (Ereso, 371 a.C.-Atene, 287 a.C.);

Epicuro (Samo, 34*1 a.C.-Atene, 271 a.C.);

Seneca (Cordoba, 21 maggio 4 a.C.-Roma, 65);

Publio Ovidio Nasone (Sulmona, 20 marzo 43 a. G-Tomi, 18);

Plotino (Licopoli 205-Minturno 270);

Porfirio (Tiro, 233/234-305 circa Roma);

Plutarco (Cheronea circa 46-127), che nei suoi trattati sugli animali critica il consumo di carne,.lo spreco che ne veniva fatto, mette in risalto le immani sofferenze a cui-venivano sottoposti gli animali, non molto diverse da quelle che subiscono tutt’oggi. Scrive anche: “Il vino e l’uso smodato della carne rendono forte e robusto il corpo,  ma indeboliscono l’anima”. Plutarco ha ispirato la canzone Sarcofagia. (pp. 23 – 24)

Se si leggono con attenzione le etichette sulle diverse confezioni di cereali in fiocchi, o di muesli che si trovano nei più comuni supermercati, si nota la presenza costante, fra gli ingredienti principali, dello zucchero o di un dolcificante sostitutivo e magari anche-di cosiddetti esaltatori del gusto: tutti questi componenti in realtà non fanno che alterare il vero sapore degli alimenti. La presenza di zucchero, che provoca l’aumento del quantitativo glucidico di quello che complessivamente ingeriamo, è estremamente dannosa alla nostra salute. Per trovare prodotti senza sostanze aggiunte e dunque più sane, ci si deve rivolgere ai negozi che vendono prodotti biologici. (p. 27)

Non è praticamente possibile allevare animali per scopi alimentari su larga scala senza infliggere considerevole sofferenza. Anche se non si usano i metodi intensivi, l’allevamento tradizionale comporta la castrazione, la separazione della madre dai piccoli, lo smembramento dei gruppi sociali, la marchiatura, il trasporto al macello, e infine la macellazione stessa. (Peter Singer)

Giuseppe

Peter Singer in un suo libro propone la scelta vegetariana come una forma di boicottaggio verso le multinazionali dell’allevamento del bestiame da carne denunciando le ripercussioni altamente negative che queste hanno sull’ambiente e sugli esseri viventi. Risultano essere infatti altamente inquinanti poiché producono rifiuti tossici e contribuiscono alla deforestazione; non hanno il minimo rispetto per la vita degli animali, in quanto esseri senzienti; incentivano e mantengono il circolo vizioso che condanna i popoli del terzo mondo alla fame. (p.32)

Franco

Mi sembra che ridurre il vegetarianesimo a una forma di lotta sminuisca la virtù che invece acquisisce quando è una scelta sentita, se vuoi anche una scelta non violenta, di pace, che scaturisce da qualcosa di più intimo, personale. Non credo si possa suggerire, né tanto meno imporre, a un altro di smettere di mangiare in un dato modo. Si può parlare delle proprie scelte, argomentare le proprie motivazioni. Ognuno ha la sua strada da seguire.

Giuseppe

Denunciare pubblicamente ciò che accade negli allevamenti intensivi, per sensibilizzare la gente rispetto alle atroci sofferenze che patiscono gli animali, è giusto; rendere note le dimensioni dei disastri ambientali che provocano gli allevamenti industriali, così come le coltivazioni a monocoltura, è molto utile; è necessario informare per cercare di colmare le profonde lacune di ignoranza riguardo a questi argomenti, che purtroppo sono diffusissime. Fatto questo, è legittimo che ognuno faccia le proprie scelte.[…]

Franco

Sì, è veramente toccante vedere o leggere di come vengono trattati que sti animali, come vengono allevati, trasportati: è allucinante! Ora che è cominciata la stagione della caccia, senti sparare e ti viene da pensare a questi poveri esseri, a quali terribili sofferenze devono patire…

Giuseppe   

E lo chiamano sport! Come la pesca… Uccidere per sport. (p. 33)

I fast food sono posti dove, più che un alimento, si mangia l’idea di una pietanza. Questi pseudo alimenti hanno ben poco di nutriente. A fronte di una minima quantità di ingredienti “naturali” (meno dannosi), contengono enormi quantitativi di materia grassa, di additivi chimici che esaltano il sapore, di conservanti, e i più vari surrogati costruiti in laboratorio, derivati dal petrolio…(p. 40)

Giuseppe

Questo sapore irresistibile quasi sempre è dovuto all’uso mirato di so stanze che stimolano i recettori olfattivi e gustativi, rendendo molto appetitoso l’alimento: gli esaltatori di sapidità fanno presa sul senso del gusto, ma in realtà la materia prima di cui è composto il cibo che li contiene può essere anche molto scadente e, di solito, lo è. Come quando si usano spezie in quantità eccessiva per coprire sapori indesiderati e farci dire: “Buono, anche se un po’ piccante…”.[…]

Una recente ricerca fatta dall’ University College London, pubblicato sul Brithish Journal of Psychiatry, evidenzia che nutrirsi con “cibo spazzatura”, il famoso junk food, favorisce la depressione. Probabilmente a causa delle forti oscillazioni della glicemia che provoca questa roba ricca di sostanze raffinate e zuccheri, che a loro volta si ripercuotono sul sistema endocrino, alterandone il funzionamento. Una dieta sana e variata è un’ottima protezione, riguardo a questo tipo di problemi.

Chi si occupa di marketing nell’industria dei cibi preconfezionati, tiene molto presente che il dolce e il salato hanno sull’uomo una valenza di gratificazione che lo porta a eccedere volentieri. (p. 41)

A questo proposito sono utili i consigli della dietetica tibetana, che consiglia di non eccedere nei cibi che preferiamo, mangiare generalmente meno e soprattutto nutrirsi con ciò che offre, secondo natura, la stagione. Da non trascurare, inoltre, provenienza e modalità di coltivazione[…] (p. 42)

Giuseppe[…]

Secondo la Medicina Tibetana i principi fondamentali per un’alimentazione buona, efficace ed equilibrata sono: la poca quantità, la variabilità, l’alta qualità e la scarsa raffinazione del cibo. Aggiungiamo un’adeguata attività fisica… ed ecco la dieta perfetta! Inoltre, mangiare vegetali e frutta fresca, meglio ancora se cresciuti spontaneamente, aumenta l’apporto, nel nostro corpo, di antiossidanti come i poli-fenoli e i caroteni (licopeni, beta- carotene e altri), vitamine E e C, flavonoidi. (p. 44)

Giuseppe[…]

Un altro accorgimento importante consiste nell’evitare di mangiare cibi poveri di nutrienti, arricchiti in fase di produzione con sostanze sintetiche; anche cercare di compensare le carenze dovute a un’alimentazione inappropriata utilizzando gli integratori non è una buona abitudine[…] (p. 45)

Giuseppe

Sempre a proposito di latte e derivati e del loro contenuto di calcio, a cui si attribuiscono effetti benefici, quasi miracolosi, per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi, è bene sfatare il mito: non ci sono studi che attesta no la validità di questa presunta dieta contro la demineralizzazione ossea, anzi è stata riscontrata una maggior incidenza di fratture, in menopausa, in persone che facevano largo uso di carne e latticini. Dal punto di vista alimentare, infatti, la causa principale dell’insorgenza di osteoporosi è proprio l’eccessivo consumo di proteine animali (carne e latticini), di sostanze acide (vino, aceto, agrumi) e di zuccheri (specie se raffinati). La “leggenda” che faccia bene bere tanto latte e mangiare formaggio è una bufala — per restare in tema caseario – perché, sé da un lato è vero che tali alimenti contengono calcio, dall’altro è altrettanto vero che sono proteine animali. Questi alimenti aumentano talmente l’acidità del sangue da rendere insufficiente il meccanismo tampone effettuato dai bicarbonati presenti in esso, determinando un disequilibrio intollerabile dall’organismo. Per ristabilire un equilibrio adeguato, il tessuto osseo viene stimolato a liberare sali basici di calcio e quindi si demineralizza, diventando osteoporotico. E molto più indicato, piuttosto, mangiare vegetali e alimenti che contengono calcio, come il sesamo) (che noi, in Sicilia, usiamo nel pane, il pani cà ciciulena), ma anche mandorle, broccoli, altri tipi di cavolo, cime di rapa, alghe, pane integrale a lievitazione naturale, legumi, uva passa, pesce. (p. 46)

Non esistono “bene” e “male” in sé, esistono atti e pensieri che conducono al dolore ed altri che portano alla felicità.

(Matthieu Ricard)

Franco

Sono diventato astemio, non bevo più caffè, non fumo: è successo tutto in maniera spontanea, veramente. (p. 50)


Franco

A partire dagli anni Settanta ho cercato di seguire la filosofia che ha come principio di base quello di evitare le sostanze intossicanti. Non sono scelte facili, però quando ci arrivi è bello.[…]

Franco

Verissimo. Mangiare, fumare, concedersi un caffè in più, comunque ec cedere, diventa come offrirsi un premio. […]

Se non si determinano sbalzi insulinici bruschi con picchi verso l’alto quando l’organismo deve metabolizzare tanto glucosio, si evita il conseguente rapido calo glicemico che provoca il senso di vuoto nello stomaco, il senso di fame che spinge a mangiare nuovamente.

L’altro esempio è quello della Medicina Tradizionale Tibetana: in questo caso si ritiene di fondamentale importanza mangiare poco, alimenti sani e integrali, di stagione. (pp.52 – 53)

Generalmente, purtroppo, l’igiene alimentare non si prende in considerazione finché non ci si ammala: a quel punto si aprono gli occhi e si scopre un mondo nuovo.

Franco

La disinformazione ci manda avanti come asini a cui si mostra una ca rota che non raggiungeranno mai. (p. 53)

Sotto il profilo buddista possiamo dire che la brama (stimolata dalla pubblicità) fa aumentare un tipo di desiderio che non può essere appagato perché l’attaccamento ci oscura mentalmente, rendendoci come prigionieri degli stessi oggetti che aneliamo (l’accumulo compulsivo di cose che ci annoiano, ingombrano e non soddisfano). (p. 54)

E necessario, come sempre, un atteggiamento equilibrato ed evitare di assumere comportamenti estremisti che possono diventare forme patologi che legate all’alimentazione, come l’ortoressia nervosa.

Franco

Di che cosa si tratta?

Giuseppe

È un comportamento ossessivo riguardo al consumo di cibo sano: pro voca un disordine alimentare, può spingere la persona a isolarsi, mangiare esclusivamente certi alimenti (di solito vegetali) e nei casi più estremi può portare alla morte. Paragonabile all’anoressia, in questo caso ad assillare la persona non è la quantità, ma la qualità di cibo assunta. Il termine che definisce questa malattia è stato coniato dal medico Steven Bratman, Healt foodjunkies, che ha descritto anche i sintomi. Ha inoltre riportato un elen co di tutte le diete più usate nel mondo, mettendo in evidenza che quanto più rigidi e selettivi sono i regimi alimentari a cui ci si sottopone, tanto maggiori possono essere i rischi per il proprio benessere fisico e mentale. Ci sono studi che non esitano ad affermare che regimi alimentari più restrit tivi, come quello crudista (che prevede esclusivamente l’assunzione di cibo crudo) o vegano (che esclude l’assunzione di qualsiasi cibo di origine ani male), dovrebbero essere attuati soltanto per brevi periodi, per non incor rere in problemi psicofisici. Viene considerata più adatta al mantenimento di un buon stato di salute generale la dieta latto-ovo-vegetariana (priva di carne e pesce, ma comprensiva di prodotti di origine animale come uova e latticini): si tratta delle stesse regole alimentari consigliate dalla dietetica della Medicina Tradizionale Tibetana, dove la carne viene usata esclusiva- mente come rimedio farmacologico.

Franco

Non avevo mai sentito parlare di ortoressia nervosa. Comunque il noc ciolo della questione è quanto detto prima. Non esiste una risposta valida per tutti. Dobbiamo imparare a capire i messaggi del nostro corpo, rispet tare la propria sensibilità, e soprattutto essere equilibrati.

Giuseppe

In un periodo della mia vita ho legato il mio mal di vivere al cibo. Man giavo tanto di quello che sapevo mi avrebbe fatto più male come formaggi grassi, pancetta, mi rimpinzavo con le peggiori cibarie, non so se per riem pire un vuoto e/o per infliggermi una punizione, dato che dopo stavo male, afflitto da problemi digestivi. Con l’andar del tempo ho capito che questo comportamento aveva a che fare col passato e con la mia famiglia: in casa di solito non cera molta quantità e varietà di cibo, ma quando c’era qualcosa in più si diventava voraci. (pp.56- 57)

Giuseppe

Sono convinto che l’uso moderato e contenuto di alimenti e combina zioni poco sane (o poco virtuosi) se fatto da persone che hanno una certa vigilanza nel capire quando si supera la soglia consentita dal proprio corpo, non produrrà alcun effetto dannoso, riuscendo a godere armonicamente del poco consentito senza vivere il conflitto tra ciò che fanno e ciò che non sarebbe corretto fare.

Franco[…]

Il    cibo invece non mi ha mai attratto in modo famelico, potevo anche farne a meno.

Giuseppe

I dolci con le creme li puoi fare sostituendo il latte vaccino con quello di riso oppure di soia… (p. 58)

Per quanto riguarda, invece, le preparazioni salate, ci sono alimenti che possono sostituire la carne, in quanto proteici: il tofu e il seitan.[…]

Con questi alimenti si possono preparare le stesse ricette che solitamente sono a base di carne o prevedono l’uso di latticini: ad esempio con il seitan si può fare il ragù per la pasta, oppure le cotolette o lo spezzatino, mentre con il tofu si preparano le lasagne bianche, usandolo come fosse ricotta o formaggio morbido. (p. 59)

Tutti hanno bisogno di prendersi cura della loro salute. Una mente calma e felice ha un’influenza positiva proprio sul nostro benessere. Se siamo costantemente preoccupati o ansiosi, ci roviniamo la salute.

(Dalai Lama) (p. 65)

Giuseppe[…]

Ma non è tutto. Anche gli sprechi alimentari sono causa di aumento di disparità fra chi mangia troppo, e troppo spreca, e chi non si nutre a sufficienza. (p. 68)

IN CUCINA p. 72

LE SPEZIE p. 77

GLI INFUSI E I DECOTTI p. 81

LE RICETTE p 83

RICETTE PER LA PRIMAVERA p. 86

RICETTE PER L’ESTATE p. 88

RICETTE PER L’AUTUTTNO p. 90

RICETTE PER L’INVERNO p. 92

RICETTE PER LE STAGIONI INTERMEDIE p. 94

L’ARTE DEL RICICLO p. 96

RICETTE DA USARE CON CAUTELA p. 98

DOLCI p. 100

SUGGESTIONI p. 104

BIBLIOGRAFIA p. 113

RINGRAZIAMENTI p. 119

giuseppe coco, franco battiato, infinito edizioni, sowa rigpa, la scienza della guarigione per un’alimentazione consapevole, piero ferrucci,

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