FRANCO BATTIATO E GIANLUCA MAGI – LO STATO INTERMEDIO

FRANCO BATTIATO E GIANLUCA MAGI – LO STATO INTERMEDIO
ARTE DI ESSERE – I ed Gennaio 2016

Questo libriccino trae spunto dalla conversazione tra Franco Battiato e Gianluca Magi tenutasi nel corso dell’introduzione alla proiezione del docufilm Attraversando il Bardo (dello stesso Battiato), in occasione del Festival internazionale ArteSpirito nel giugno 2014…

PER UNA CARTOGRAFIA DEGLI STATI DI COSCIENZA EXTRACORPOREI NELLO STATO INTERMEDIO
Di Gianluca Magi p.7

L’amicizia tra Magi e Battiato ha inizio nel 2003, quando i due si incontrano per la prima volta finendo per parlare del Bardo Thodol, Il libro tibetano dei morti, argomento principale di Attraversando il Bardo… La morte, tema ormai tabù nel mondo occidentale, eppure da sempre presente in tutte le civiltà…

Attraversando il Bardo apre la porta che la società tecnologica vuole tenere chiusa. la nostra cultura rifiuta la morte, ha paura della morte, vive sempre proiettata nel futuro, proiettata in avanti. È probabile che il malessere di fondo della nostra cultura nasca dal rifiuto della morte.

La società tecnologica esorcizza, rimane in tutti i modi ciò che dimora sotto il nostro tetto: la morte.

La nostra società teme la morte.
È tanatofobica, dannatamente tanatofobica.
La morte è il tabù della nostra società. (p.14)

Anche per chi crede nella sopravvivenza oltre il confine estremo della vita, il fare i conti con la propria morte angoscia.[…]

A proposito di mangiare e tabù della morte, il mangiare in modo smodato rispetto alla naturale esigenza è un atto di esorcismo della morte. (p.16)

Questo è proprio un atto di esorcismo dell’inquietudine ce procura il pensiero della morte. […]

Se sperimento la vita come possesso,io ho paura della morte, ovvero di perdere ciò che ho. Avverto cioè la paura di perdere il mio corpo, il mio Io, la mia identità, mia moglie, i miei figli, il mio lavoro, i possessi che ho ac­cumulato, etc.; la paura di affrontare l’abisso della non identità, dell’essere perduto.

Oggi l’adulto prova, presto o tardi, e sempre più presto, la sensazione di avere fallito. La sensazione di non aver realizzato nessuna delle promesse della propria adolescenza si fa strada nella vita dell’adulto. (p.17)

L’aspirazione dell’uomo di oggi non è sopravvivere alla propria morte, ma piuttosto, grazie all’onnipotenza del progresso tecnologico, sopravvivere alla propria vita, rimuovendo la morte. Si tratterà così di prolungare la propria giovinezza e la propria vita in una condizio­ne il più possibile di benessere e di piacere, mentre la morte, la malattia e la vecchiaia di­ventano fonte di orrore, poiché non appaiono provvisti di alcun senso e significato che non siano negativi.

In tutte le società tradizionali o preindustria­li di cui posso avere conoscenza, da Oriente a Occidente, la situazione era o è ben diver­sa. (p.22)

In pratica, in ogni tradizione si è delineata una cartografia degli stati di coscienza extra- corporei. (p.23)

Vedasi Il libro della Scala, Il libro dei morti egizio, le Upanisad…

E come se ciò che chiamiamo vita e ciò che chiamiamo morte siano entrambe parti di un grande respiro:

inspirare ed espirare. Inspirare è vita. Espira­re è morte. L’aria dopo essere uscita, entra di nuovo.

Vita e morte camminano fianco a fianco. (pp.34-35)

La morte è un’illusione individuale. L’individualità è mortale, il Tutto è eterno.

La vera morte è non trasformarsi mai.

La morte è solo un concetto.

Niente scompare, tutto cambia.

La morte è un velo gettato sugli occhi dei vivi. Se accettiamo le nostre trasformazioni, siamo immortali.

La vita è un intermezzo di una lunga vicenda. Esisteva già prima che io esistessi e continuerà anche dopo, terminato questo intervallo con­scio in questa esistenza a tre dimensioni.

La morte è un esercizio quotidiano.

Per poterla affrontare, quando verrà a bussare alla porta, da uomo e non da bruco. (pp.35-36)

FUORI IL SUPERFLUO. SOLO L’ESSENZIALE
Di Franco Battiato p.41

Battiato spiega la genesi del docufilm, parlando anche degli ospiti intervistati per la realizzazione dello stesso…

Parla di una di quelle cose che ho sempre de­siderato diffondere da quando ho cominciato a interessarmi alla spiritualità e alla medita­zione. (p.41)

Il passaggio dalla vita a quella che chiamiamo morte è l’argomento rimosso dei nostri tempi. Ma in realtà la morte non è fine, non è inizio, ma passaggio: dopo fai i conti con quel che hai fatto. (p.42)

Perciò morire è solo trasformarsi in un pas­saggio da una dimensione a un’altra. (p.43)

Nulla è come sembra.

Siamo infiniti ed eterni quanto il cosmo.

In realtà siamo prigionieri delle nostre abitu­dini, paure e potenti illusioni.

Dunque non riusciamo a considerare consa­pevolmente di essere parte del tutto universale. (p.50)

VISIONI MISTICHE
Di Franco Battiato e Gianluca Magi p.55

Dove si parla di Attraversando il Bardo, di concezione dell’aldilà e del Libro Tibetano dei Morti…

FRANCO BATTIATO: […]

Anche se proprio vogliamo divide­re le visioni d’Occidente e d’Oriente non si scappa dalla stesse profonde verità. Non mo­riamo davvero, se non con il corpo. Che è una residenza temporanea.

Nessuno di noi muore mai: ciò che facciamo è solo passare da uno stato a un altro stato. Per gli straordinari mistici tibetani morire è un’opportunità e all’appuntamento fatidico possono realmente arrivare con la gioia nel cuore. (p.56)

Sino all’ultimo gradino, se uno è affetto dall’arroganza e dall’avidità suggerite dall’ego, responsabile di chiudere la strada del ritorno alla nostra natura divina, allora ricade. (pp.64-65)

GIANLUCA MAGI: […]

Il bardo è lo stato intermedio tra due momenti. Ora, qui, ci troviamo nello stato intermedio tra la nascita e la morte: è il bardo di questa vita. Il bardo di questa vita dura dal momen­to della nostra nascita sino al momento in cui trapasseremo. Durante il bardo di questa vita rischiamo di trascorrere il nostro tempo da morti, o non ancora nati, aspettando invano, sprecando anni in attesa di una telefonata, di una lettera o di uno sguardo di qualcuno o di qualcosa che sistemi le cose al posto nostro.

Il Libro tibetano dei morti ci ricorda, a suo modo, di non sprecare il nostro tempo. È non solo un libro per restare vivi dopo la morte, ma per diven­tare vivi dopo la nascita, in questo corpo attuale. L’idea fondamentale è questa: se facciamo in modo che vi sia vita dopo la nostra nascita, allora ci sarà vita anche dopo la nostra morte. (pp.68-69)

Franco Battiato:

I buddhisti tibetani hanno un’idea molto chia­ra su cosa succede agli uomini subito dopo la morte. Il Bardo è il passaggio, una dimensione di quarantanove giorni divisi in sette parti: 7, 14, 21, 28, 35, 42, 49. Entro 49 giorni gli es­seri devono andare da qualche parte, giù o su. Quindi avremo tante possibilità di non torna­re su questo pianeta e cominciare il viaggio in altre galassie.

Così è.

E così sarà! (p.69)

FRANCO BATTIATO p.73

Brevi cenni sull’opera di Franco Battiato con discografia e filmografia essenziale dell’artista…

GIANLUCA MAGI p.79

Brevi cenni sulla vita e le opere di Gianluca Magi con bibliografia essenziale…

Estremamente utili e interessanti i riquadri contenenti informazioni su personaggi storici, opere artistiche e libri con annessi rimandi bibliografici sotto forma di consigli di lettura…

 

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